Come da titolo, in un “epoca” in cui ormai la pubblicità viene vista dai consumatori sempre più in un ottica negativa, considerata un “fastidio”, un tentativo di far spendere soldi a tutti i costi, a volte addirittura considerata un “abbindolamento”… avanzo il mio personale concetto secondo il quale la pubblicità migliore è quella che non viene percepita come tale!
E come si raggiunge questo scopo? Innanzitutto “slegandosi” nettamente e definitivamente dal classico stereotipo di marketing e pubblicità, abbandonando i classici canali di promozione!
Per mettere in atto ciò è indispensabile fare entrare il marketing nella vita comune, la vita di tutti i giorni e provare addirittura a renderlo un tutt’uno con usi, costumi ed abitudini.
E quando è fondamentale non fare apparire in modo diretto il messaggio come pubblicitario cosa ci può venire in aiuto se non l’inconscio?
Esempio pratico: al supermercato, sopra le buste della spesa o sui muri all’ingresso si può disegnare qualcosa di generico ma che usi i colori e le forme base di un certo brand!
Ipotizziamo di voler promuovere la bevanda XXX, i cui colori sopra le bottiglie sono rosso e fucsia; provvederemo a disegnare all’ingresso del supermercato tante bollicine di color rosso e fucsia, senza apporre scritte che potrebbero far “etichettare” l’opera come pubblicità.
Il consumatore entra, vede il dipinto (magari anche pensando: “che bel dipinto”) ed assume il messaggio pubblicitario, in questo caso visivo, senza associarlo ad un opera pubblicitaria e non innescando quindi alcun potenziale “disturbo” o “fastidio”! Quando passerà davanti al bancone delle bevande, vedendo i colori della bevanda XXX, il consumatore li associerà “inconsciamente” ai colori visti nel dipinto all’entrata, ciò desterà quindi curiosità e l’inconscio “transfert” dell’approvazione iniziale avuta per il dipinto (che bel dipinto!) al prodotto in questione!
Altra forma di pubblicità non pubblicità, più classica, è il meno originale “passaparola”.
Se infatti il messaggio pubblicitario arriva da un amico sotto forma di consiglio a provare basato su una prova che ha soddisfatto, ecco che lo stesso messaggio promozionale verrà “assorbito” non tanto come pubblicità quanto per l’appunto come consiglio di un amico disinteressato.



La reputazione aziendale e personale online
7 febbraio 2011 · Archiviato in Web reputation · Tagged commenti sui blog, difesa reputazione, monitoraggio reputazione online, pareri su un prodotto, recensioni, reputazione, reputazione aziendale, reputazione online, reputazione personale, web reputation
Si chiama Web Reputation, per noi italiani “reputazione online” ed è un concetto sempre più attenzionato dalle aziende e non per ultimo anche dai privati. Come ciascuno di noi ha una reputazione nella vita reale e tiene affinchè essa sia positiva, nello stesso modo su internet è molto importante accertarsi che la propria reputazione sia buona. Cosa succederebbe infatti se un utente che cerca informazioni sulla vostra azienda trovasse sui motori di ricerca forum e blog dove ci sono recensioni negative su di voi, dove ci sono critiche pesanti e magari infamanti? Semplice, l’utente si farebbe un idea decisamente negativa su di voi (la vostra azienda, i vostri prodotti ecc)… e come si sa, la prima opinione non solo è quella che conta ma è anche molto difficile da fa “cambiare”. Per questo motivo è importante che quando un utente cerca il vostro brand, il vostro e-commerce o sito aziendale trovi pagine, siti, blogs, forum e quant’altro ove vi siano pubblicate opinioni e recensioni equilibrate, credibili e positive! Come fare? Ci sono sempre più servizi che si occupano di web reputation on line, servizi ideati e progettati per la ricerca, il monitoraggio e la difesa della reputazione anziendale online. Queste operazioni avvengono tramite diversi strumenti, principalmente con l’intervento SEO; in pratica si creano blog e contenuti “artificiali” che elogiano il vostro marchio, la vostra azienda, i vostri servizi e li si posizionano in testa ai motori di ricerca (google su tutti) per le key che interessano il vostro marchio ed i vostri prodotti; con questa operazione si propongono sul web pareri positivi su di voi e si fanno sceendere di posizioni eventuali pagine con pareri negativi in modo che non vengano consultate. Pensate che impatto quando un utente cerca “Dentifricio XXX” e trova per prima pagina una recensione di un cliente soddisfatto che ne descrive i benefici… Ma la reputazione sul web è un concetto importante anche per i privati, oggigiorno infatti internet è un canale fondamentale anche per trovare lavoro, per crearsi un proprio “curriculum” e quindi sono sempre di più le aziende che prima di assumere o valutare un cv fanno indagini approfondire sul web, per vedere se le informazioni date corrispondono al vero e scoprire dettagli anche più privati sulla condotta di vita (e professionale) del candidato. Pensate al vostro profilo su facebook, ai vostri interventi sui forum e sui blog, al vostro myspaces, sono tutti strumenti da utilizzare intelligentemente in ottica “professione” in quanto forniscono informazioni preziosissime su di voi. Cosa penserebbe un selezionatore se, dopo aver visto il vostro curriculum vi ricercasse su facebook e trovasse come immagine del profilo una vostra foto che vi ritrae ubriachi?
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