La reputazione aziendale e personale online

Si chiama Web Reputation, per noi italiani “reputazione online” ed è un concetto sempre più attenzionato dalle aziende e non per ultimo anche dai privati. Come ciascuno di noi ha una reputazione nella vita reale e tiene affinchè essa sia positiva, nello stesso modo su internet è molto importante accertarsi che la propria reputazione sia buona. Cosa succederebbe infatti se un utente che cerca informazioni sulla vostra azienda trovasse sui motori di ricerca forum e blog dove ci sono recensioni negative su di voi, dove ci sono critiche pesanti e magari infamanti? Semplice, l’utente si farebbe un idea decisamente negativa su di voi (la vostra azienda, i vostri prodotti ecc)… e come si sa, la prima opinione non solo è quella che conta ma è anche molto difficile da fa “cambiare”. Per questo motivo è importante che quando un utente cerca il vostro brand, il vostro e-commerce o sito aziendale trovi pagine, siti, blogs, forum e quant’altro ove vi siano pubblicate opinioni e recensioni equilibrate, credibili e positive! Come fare? Ci sono sempre più servizi che si occupano di web reputation on line, servizi ideati e progettati per la ricerca, il monitoraggio e la difesa della reputazione anziendale online. Queste operazioni avvengono tramite diversi strumenti, principalmente con l’intervento SEO; in pratica si creano blog e contenuti “artificiali” che elogiano il vostro marchio, la vostra azienda, i vostri servizi e li si posizionano in testa ai motori di ricerca (google su tutti) per le key che interessano il vostro marchio ed i vostri prodotti; con questa operazione si propongono sul web pareri positivi su di voi e si fanno sceendere di posizioni eventuali pagine con pareri negativi in modo che non vengano consultate. Pensate che impatto quando un utente cerca “Dentifricio XXX” e trova per prima pagina una recensione di un cliente soddisfatto che ne descrive i benefici… Ma la reputazione sul web è un concetto importante anche per i privati, oggigiorno infatti internet è un canale fondamentale anche per trovare lavoro, per crearsi un proprio “curriculum” e quindi sono sempre di più le aziende che prima di assumere o valutare un cv fanno indagini approfondire sul web, per vedere se le informazioni date corrispondono al vero e scoprire dettagli anche più privati sulla condotta di vita (e professionale) del candidato. Pensate al vostro profilo su facebook, ai vostri interventi sui forum e sui blog, al vostro myspaces, sono tutti strumenti da utilizzare intelligentemente in ottica “professione” in quanto forniscono informazioni preziosissime su di voi. Cosa penserebbe un selezionatore se, dopo aver visto il vostro curriculum vi ricercasse su facebook e trovasse come immagine del profilo una vostra foto che vi ritrae ubriachi?

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La pubblicità funziona se non è pubblicità

Come da titolo, in un “epoca” in cui ormai la pubblicità viene vista dai consumatori sempre più in un ottica negativa, considerata un “fastidio”, un tentativo di far spendere soldi a tutti i costi, a volte addirittura considerata un “abbindolamento”… avanzo il mio personale concetto secondo il quale la pubblicità migliore è quella che non viene percepita come tale!

E come si raggiunge questo scopo? Innanzitutto “slegandosi” nettamente e definitivamente dal classico stereotipo di marketing e pubblicità, abbandonando i classici canali di promozione!

Per mettere in atto ciò è indispensabile fare entrare il marketing nella vita comune, la vita di tutti i giorni e provare addirittura a renderlo un tutt’uno con usi, costumi ed abitudini.

E quando è fondamentale non fare apparire in modo diretto il messaggio come pubblicitario cosa ci può venire in aiuto se non l’inconscio?

Esempio pratico: al supermercato, sopra le buste della spesa o sui muri all’ingresso si può disegnare qualcosa di generico ma che usi i colori e le forme base di un certo brand!
Ipotizziamo di voler promuovere la bevanda XXX, i cui colori sopra le bottiglie sono rosso e fucsia; provvederemo a disegnare all’ingresso del supermercato tante bollicine di color rosso e fucsia, senza apporre scritte che potrebbero far “etichettare” l’opera come pubblicità.
Il consumatore entra, vede il dipinto (magari anche pensando: “che bel dipinto”) ed assume il messaggio pubblicitario, in questo caso visivo, senza associarlo ad un opera pubblicitaria e non innescando quindi alcun potenziale “disturbo” o “fastidio”! Quando passerà davanti al bancone delle bevande, vedendo i colori della bevanda XXX, il consumatore li associerà “inconsciamente” ai colori visti nel dipinto all’entrata, ciò desterà quindi curiosità e l’inconscio “transfert” dell’approvazione iniziale avuta per il dipinto (che bel dipinto!) al prodotto in questione!

Altra forma di pubblicità non pubblicità, più classica, è il meno originale “passaparola”.
Se infatti il messaggio pubblicitario arriva da un amico sotto forma di consiglio a provare basato su una prova che ha soddisfatto, ecco che lo stesso messaggio promozionale verrà “assorbito” non tanto come pubblicità quanto per l’appunto come consiglio di un amico disinteressato.

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Come fare marketing creativo

Si parla tanto di marketing creativo, ma come lo si mette in atto?
Bisogna essere dei super esperti di marketing? Bisogna essere dei geni? Bisogna essere dei pozzi di creatività?
Sicuramente serve una buona dose di conoscenza della materia, un pizzico di genialità ed altrettanta creatività ma per creare una campagna di marketing creativo (virale, guerriglia, street marketing o qualunque altro genere esso sia) servono anche altri “ingredienti”, magari anche facilmente reperibili, ma che poi vanno pur sempre abilmente “cucinati”…

Eccone alcuni:

1) Spirito d’osservazione della quotidianità.
Stare in mezzo alla gente, fare lunghe camminate per strada, ascoltare i discorsi della gente al bar… E’ fondamentale per rendersi conto di quelli che sono “usi e costumi”, esigenze che spesso vengono ignorate e sulle quali invece si può far “perno”… Dalla quotidianità può venire lo spunto giusto. Bisogna quindi avere un grande spirito di osservazione!

2) Superamento del proprio punto di vista.
Quando si ha un idea spesso la si raffronta automaticamente con il proprio modo di ragionare e con i propri gusti, è bene però non fermarsi a quello che pensiamo noi: un qualcosa che a noi non piace potrebbe piacere a miliardi di persone! Qualcosa che per noi potrebbe non funzionare, in realtà potrebbe funzionare benissimo! Questa considerazione ci porta al prossimo punto…

3) Sperimentare
Mai avere paura di sbagliare, perchè in fin dei conti solo provando ci si può rendere conto dell’effettiva efficacia di una tecnica! Fin quando la teoria resta tale anche i i potenziali risultati restano tali e pertanto, appunto, teorici! Provare, riprovare, ed ancora provare… studiando a fondo i successi e sopratutto gli insuccessi, da quali si possono trarre indicazioni preziosissime!

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Sondaggio sul Marketing e il suo utilizzo nella vita quotidiana

Voglio lanciare un sondaggio:
spesso si associa il marketing unicamente alla pubblicità, al commercio e più in generale al business; si considera quindi il marketing una materia che va applicata per pubblicizzare e vendere.
Ma il marketing può avere una funzione utile anche al di fuori del contesto pubblicitario? Conoscere nozioni anche basilari del marketing, tecniche di vendita e comunicazione può dare un effettivo vantaggio nella vita comune di tutti i giorni come ad esempio nelle relazioni interpersonali?

Votate numerosi e lasciate un commento per giustificare la vostra scelta, grazie.

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Guerrilla Marketing invernale

Per comprendere l’incredibile potenziale del Guerrilla Marketing (in italiano “Guerriglia marketing”) non c’è niente di meglio che osservare esempi pratici di applicazione degli stessi.

Di seguito ne riporto uno tra i più originali

guerrilla marketing invernale

guerrilla marketing invernale

Nello specifico :
la location è la città di Monaco di Baviera;
periodo invernale 2005/2006.
Quello fu un inverno straordinariamente freddo e quindi ottimo per promuovere un’ agenzia di viaggi locale.
Obiettivo: generare nei passanti il desiderio di mete calde ed assolate sfruttando le condizioni meteo opposte in cui si trovano i passanti infreddoliti e di fronte ai disagi provocati dalla neve.

A sostegno della campagna, oltre alle offerte impresse nella neve, sono state inserite delle cartoline sotto i tergicristalli delle auto in sosta, per rimandare al sito web dell’agenzia di viaggi.

Questo è un esempio di marketing a costo praticamente zero (unici costi la stampa dei volantini e il volantinaggio stesso con annessa scrittura sopra la neve delle auto).

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Quando il marketing può diventare plagio

In un precedente articolo ho parlato di marketing parassitale, ovvero la tecnica che per promuovere un prodotto o un brand sfrutta elementi già famosi ed affermati, esterni al prodotto/brand pubblicizzato, beneficiando della risonanza degli stessi.

Quando non si sfruttano più elementi esterni alla pubblicità per beneficiare della loro popolarità ma si “copiano” elementi di altri brand già affermati si può invece parlare di vero e proprio plagio anche nel marketing.

Ad esempio guardando banner pubblicitari presenti in diversi portali turistici ho notato la sorprendente analogia tra due compagnie aeree: la windjet e la easyjet, analogie che si riscontrano nel nome del brand, nei colori sociali nonchè chiaramente nel settore di mercato in cui operano entrambe: i voli aerei e in particolare il segmento dei voli low cost.

Non voglio entrare nel merito di chi sia “arrivato per primo” e di chi (probabilmente) abbia sfruttato la risonanza di un brand affermato e conosciuto per “cavalcare l’onda” creando l’effetto “confusione” che porterebbe gli utenti a confondere i due brand dando beneficio chiaramente all’”ultimo arrivato”; mi limiterò quindi a descrivere come sia possibile assistere, anche nel marketing, ad una forma di “copia” molto vicina al plagio qualora sia stata architettata volontariamente e non si sia in presenza di una “pura casualità”.

I siti della WindJet e della EasyJet

I siti della WindJet e della EasyJet

Esaminando il caso in oggetto è bene visitare i siti delle due compagnie:

WindJet
e
EasyJet

La prima cosa che salta all’occhio è come vengano utilizzati gli stessi colori di base: l’arancione ed il bianco (con l’aggiunta del blu per la windjet, tocco di blu che comunque non manca nel sito del competitor). Sebbene il blu della WindJet la distingua almeno nel logo, vedendo i siti e l’abbondare di arancio e bianco la prima impressione è quella di navigare nello stesso sito!

Se poi andiamo a leggere i nomi dei due brand, stupisce davvero come con tanti nomi disponibili entrambi finiscano con il suffiso Jet e, inoltre, stupisce ancor di più come le prime parole (wind ed easy) siano entrambe composte da tre lettere creando quindi nella lettura dei due brand un ulteriore notevole analogia.

Infine, come detto, entrambe le compagnie aeree operano nel segmento dei voli basso costo (low cost), navigando nei due siti è possibile notare come entrambe esaltino questa “filosofia” ed anche i banner pubblicitari che girano sui vari portali (almeno quelli che ho visto io) risultano essere davvero simili come “progettazione” (oltre la grafica e l’uso prevalente degli stessi colori).

Sarà un caso di plagio?
Non mi pronuncio in quanto non posso sapere se una delle due compagnie ha “copiato” di proposito i tratti distintivi del competitors, ad ogni modo se così fosse stato potrebbe trattarsi di un “plagio” a tutti gli effetti.

In conclusione:
Il vantaggio maggiore (e probabilmente l’unico) che si può avere nel copiare elementi distintivi di un brand già conosciuto è quello come detto di “imitare” il brand affermato e indurre gli utenti nell’errore: un consumatore infatti potrebbe scambiare il nuovo brand per quello più famoso e non rendersi conto di ciò.

Sicuramente un marketing infido e senza alcuna creatività tanto da non potersi neanche considerare marketing probabilmente, quello che mira all’”inganno” per “rubare” clienti alla concorrenza, una tecnica al limite della scorrettezza che sul lungo periodo potrebbe portare più effetti negativi che benefici in quanto destinata ad essere prima o poi screditata dall’utenza, una volta che la stessa si sia resa conto dell’espediente e lo abbia etichettato come “ingannevole”. A meno che l’utente “ingannato” (o incuriosito) da tale somiglianza rimanga talmente soddisfatto dei servizi offerti dalla società “provata per sbaglio” (o per curiosità) tanto da preferirla alla “originale”…

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Esempi di inserimento di messaggi subliminali sessuali

Per comprendere la potenzialità, la diffusione ed anche la “pericolosità” (se usati in certi contesti e con certe tematiche) ecco un video che fa vedere come sia possibile veicolare messaggi subliminali a sfondo sessuale tramite qualsiasi mezzo e verso qualsiasi target, in questo caso utilizzando disegni e fumetti chiaramente destinati ad un pubblico minorenne.

In questo video non vengono riprese pubblicità, quindi i messaggi subliminali non assurgono a funzione di marketing, tuttavia è facile intuire come possano essere sfruttati per promuovere un messaggio pubblicitario ed incanalarlo attraverso l’inconscio.

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Marketing e branding parassitale

Prima di approfondire l’argomento premetto che “marketing parassitale” (e branding parassitale) è una definizione coniata da me.

Cos’è il marketing parassitale? Come dice la parola stessa “parassita” è una forma di marketing che invece di creare un elemento promozionale o un brand nuovo sfrutta indirettamente qualcosa di già esistente e molto conosciuto che non ha nulla a che vedere con la pubblicità senza però chiamarlo direttamente in causa.

Un esempio pratico può essere il nome dato all’ultimo modello della Lambretta, la Pato; nome uguale a quello del giocatore del Milan, Pato per l’appunto, nuovo giovanissimo fenomeno del calcio ormai conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

Valeria Marina e lo spot della Lambretta Pato

Valeria Marini e lo spot della Lambretta Pato

“Perchè lui ha Pato” esclama Valeria Marini nello spot della Lambretta, richiamando alla mente la classica frase ricorrente nei cori da stadio “Il campione ce l’abbiamo noi”. Inoltre è da notare come la scritta Pato sia nera con bordo rosso (rosso e nero sono i colori celebri del Milan) ed ancora, nello spot Valeria Marini compare vestita tutta di rosso  che inseme al nero delle altre comparse richiama sempre i colori sociali della squadra milanese.
Attenzione, non pensate che si tratti di una pubblicità con Testimonial in quanto il calciatore in questione è totalmente estraneo allo spot, nè lo promuove, nè viene fatto esplicito riferimento al calcio o al Milan… insomma Pato è un nome di fantasia… che però guardacaso risulta essere lo stesso del campione milanista. Questo è branding parassitale.

Fare marketing e branding parassitale non è il massimo dell’originalità però ha indubbiamente i suoi vantaggi se fatto bene, primo tra tutti quello di poter sfruttare indirettamente il richiamo di qualcosa di già conosciuto ed affermato (senza costi di testimonial);  è come una macchina con la batteria scarica che invece di caricarsi da sola si collega ad un altra auto accesa e che accelera forte trasferendogli parte della propria potenza.

Il marketing parassitale può sfruttare vari elementi, non solo nomi di persone ma anche per esempio ritornelli orecchiabili presenti in canzoni famose, immagini conosciute e molto altro…
Il tutto facendo sempre attenzione allo sfruttamente indiretto ed apparentemente “casuale”

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Tecniche di comunicazione persuasiva

Voglio soffermarmi un attimo sulla mia concezione di comunicazione persuasiva e le tecniche che possono essere utilizzate per metterla in essere.

Il primo esempio che mi viene in mente, e che ai più potrebbe sembrare banale e privo di senso, è il famoso spot della MondialCasa: “Prendi la cornetta, MondialCasa ti aspetta”.

Tralasciando la rima (che comunque ha il suo perchè e la sua importanta nello spot) è importante focalizzare l’attenzione sulla frase chiave “prendi la cornetta”.
Perchè?

Perchè dicendo “prendi la cornetta” si danno istruzioni precise al consumatore; c’è una notevole differenza in termini di efficacia tra il dire “Chiamate” ed il dire “Prendi la cornetta e componi il numero…”
La seconda formula ha sicuramente un impatto persuasivo decisamente superiore rispetto alla prima.

Nel marketing persuasivo è quindi utile considerare il consumatore come un “robot stupido” da programmare, un robot al quale impartire dettagliate istruzioni, passo dopo passo.
Questa è la fase A del marketing persuasivo.

La FASE B è quella di dare certezze all’utente.
Una volta “programmato”  l’utente deve ricevere la conferma che i “comandi” ricevuti sono esatti, ecco quindi che frasi come:
“Acquistando xxx stai facendo la scelta giusta” (e NON “fai la scelta giusta” che lascia al consumatore la scelta tra diverse opzioni) sono importanti per fortificare la resa del messaggio pubblicitario.

FASE C
Ulteriore espediente persuasivo da utilizzare con saggezza è quello che fa centro sul potenziale rimpianto che l’utente potrebbe avere non seguendo le indicazioni contenute nello spot.
“Non perdere questa occasione”
“Perchè rischiare di pentirsi?”
“Se non lo fai oggi non potrai farlo mai più” sono frasi IN.

FASE D
Gratificazione dell’utente.
“Tu sei intelligente, capisci che il nostro prodotto…”
“Non sei stupido, avrai già compreso…”
“Sei troppo furbo per lasciarti sfuggire questa opportunità”…

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Esempi di messaggi subliminali testuali

In questo articolo pubblico alcuni esempi pratici di mia ideazione che mostrano come si possibile inserire in un testo pubblicitario messaggi subliminali e “doppi sensi” dal forte impatto persuasivo.

Nei seguenti testi pubblicitari evidenzio in maiuscolo le parti che caratterizzano il messaggio subliminale. Con xxx viene definito il nome dell’ipotetico prodotto pubblicizzato.

Messaggi subliminali a sfondo sessuale:

  1. Lui è un campione, usa xxx, GODE del successo.
    Tu? Usa xxx, FAI lo StESSO!
  2. Loro hanno partecipato ai corsi xxx.
    FAI ANCHE TU lo StESSO!
    Diventa una donna in cariera:
    FATTI PRENDERE dal successo.
  3. Sei un vero uomo?
    VIENI anche tu!
  4. (Nello sfondo si vede la scena di una donna che esce di casa e subito rientra, in continuazione)
    E’ da stamattina  che FA lo StESSO: ENTRA ed ESCE…Sarà impazzita? Si, è impazzita di PIACERE! Non resiste a xxx, LO PRENDE ogni mattina…

Messaggi subliminali a sfondo sociale:

  1. Anche tu afFAMAto?
    Mangia subito xxx, è gustoso e RICCO di proteine!

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